Vi presentiamo il progetto IO SONO QUI – Giovani invisibili tornano alla luce (Bando ATTENTA-MENTE Fondazione Cariplo)

Il progetto “IO SONO QUI – Giovani invisibili tornano alla luce” intende contribuire al recupero del benessere di minori invisibili (13-17 anni) che abitano i Comuni degli Ambiti Territoriali di BG/Dalmine/Seriate, la cui condizione di disagio e malessere psicologico, emotivo, relazionale non è nota o adeguatamente attenzionata da familiari, adulti di riferimento e servizi.

A tal fine sarà sperimentato e messo a punto un modello di intercettazione, presa in carico integrata e promozione del benessere di questi adolescenti con un approccio non assistenziale capace di riconoscere, valorizzare a attivare nel minore stesso e nella propria famiglia risorse latenti, anche con il supporto della comunità.

L’”IO SONO QUI” scelto come titolo del progetto, richiama non solo la richiesta di aiuto silenziosa lanciata dai tanti adolescenti, ma anche la necessaria assunzione di ruolo da parte di chi -singole persone e servizi – ha il dovere di farsi carico di una presa in carico condivisa.

Apri e scarica la locandina.

Vi presentiamo il progetto IO SONO QUI – Giovani invisibili tornano alla luce (Bando ATTENTA-MENTE Fondazione Cariplo)

Il progetto “IO SONO QUI – Giovani invisibili tornano alla luce” intende contribuire al recupero del benessere di minori invisibili (13-17 anni) che abitano i Comuni degli Ambiti Territoriali di BG/Dalmine/Seriate, la cui condizione di disagio e malessere psicologico, emotivo, relazionale non è nota o adeguatamente attenzionata da familiari, adulti di riferimento e servizi.

A tal fine sarà sperimentato e messo a punto un modello di intercettazione, presa in carico integrata e promozione del benessere di questi adolescenti con un approccio non assistenziale capace di riconoscere, valorizzare a attivare nel minore stesso e nella propria famiglia risorse latenti, anche con il supporto della comunità.

L’”IO SONO QUI” scelto come titolo del progetto, richiama non solo la richiesta di aiuto silenziosa lanciata dai tanti adolescenti, ma anche la necessaria assunzione di ruolo da parte di chi -singole persone e servizi – ha il dovere di farsi carico di una presa in carico condivisa.

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