9 maggio 2018
Festival cinematografico












Dal 10 al 13 maggio torna nella lacustre Sarnico e nella città di Bergamo il festival cinematografico giunto alla sua 12/ma edizione “C’è un tempo per... l’integrazione”. Questa nuova datazione è volta a non penalizzare il pubblico di fede musulmana, che dalla metà di maggio sarà impegnato con il mese di Ramadan.

Il festival, promosso dalla Cooperativa Ruah (capofila di un nutrito numero di realtà che compongono il comitato organizzatore), è unico nel suo genere e si propone come momento di incontro per la presentazione e promozione di film e video di ogni nazionalità e genere che affrontino i temi dell’integrazione tra persone, famiglie, popolazioni di diversa appartenenza culturale e provenienza nazionale, con una particolare attenzione alle cinematografie emergenti, ai giovani cineasti e agli autori indipendenti.

La manifestazione avrà tre sezioni competitive: il Concorso Internazionale, aperto sia ai cortometraggi di finzione sia ai documentari; Scuola, dedicata alle opere realizzate dagli studenti e Territorio, dedicata alle realtà del terzo settore.

Molte le novità per quest’edizione 2018, a partire dal nuovo direttore artistico Manuele Cecconello regista e fotografo con una vasta produzione di film sperimentali e documentari di creazione, più volte premiati a livello internazionale, ora nelle sale con “Il Patto della Montagna”. Da quest’anno inoltre il festival, tradizionalmente vocato ai cortometraggi di finzione, si aprirà anche al linguaggio documentaristico, format di sempre maggior presa sociale e introdurrà nuovi premi volti a far emergere quelle produzioni audiovisive anche piccole, ma in linea con il tema dell’integrazione e della multiculturalità, che nascono in seno alle scuole o al variegato mondo del terzo settore.

A inaugurare il 12° “C’è un tempo per... l’integrazione”, giovedì 10 maggio, ore 21.00, presso il Cinema Teatro del Borgo di Bergamo sarà proprio un docu-film, “Talien”, primo lungometraggio del regista Elia Moutamid, che il festival lo conosce bene per aver partecipato con numerosi cortometraggi oltre che aver vinto con “Gaiwan”.
Il docu-film, premiato all’ultimo Torino Film Festival, racconta di un uomo che dopo aver trascorso quarant’anni della sua vita in Italia, decide di tornare in Marocco insieme al figlio trentaquattrenne cresciuto in Lombardia. Alla proiezione sarà presente il regista e co-protagonista Elia Moutamid.

Sempre i documentari, questa volta del Concorso Internazionale, saranno i protagonisti della seconda giornata di festival, venerdì 11 maggio presso il Cinema Teatro del Borgo di Bergamo, con una “maratona” che avrà luogo dalle 16.00 alle 21.00 e che si concluderà con la premiazione delle opere vincitrici. Otto le opere che concorreranno: Noi siamo Ercolini” di Giacomo Del Buono, storia della prima squadra di calcio composta da ragazzini rom; “Two Schools”, documentario di Sran Šarenac sul ginnasio Travnik, un edificio diviso in due parti: una destinata agli studenti croati e una destinata agli studenti bosniaci, in cui il torneo di calcio di Natale è l’unico momento di incontro; “Io Pardeep”, dei registi Stefano Tedesco e Amedeo Cavalca, racconta la storia di un ragazzo indiano trasferitosi in Italia in giovane età, la cui vita sta per cambiare con la nascita di una figlia. “Blaxpoitalian. 100 Years of Blackness in Italian Cinema” indaga attraverso lo sguardo del regista Fred Kuwornu sulla presenza e sulla “tipizzazione” dei neri nel cinema italiano. Spazio anche alla regia femminile con i documentari “Porto il velo adoro i Queen” di Luisa Porrino, ritratto di tre donne italiane musulmane, nate e cresciute in Italia e parte della cosi detta Seconda  generazione di figli di immigrati, che hanno però scelto di indossare l'hijab e “Enjoy the light” di Lisa Marinetto, in cui quattro amici indagano la vivacità, la bellezza e la multiculturalità del quartiere Arcella di padova; e ancora “Piazza della fede”, realizzato da Diao, Emanuel, Adam, Merlin, Dechanel, Nathalie, Salif, Bamba, Sonco, Sama, Friday e Treasure, documentario collettivo che racconta la realtà di piazza S. Maria della Fede di Napoli, uno spazio in cui convivono fedi differenti; e a chiudere “Wrong guys” di Przemek Myczyk: a Róanystok, in Polonia, una volta all'anno i giovani delle migliori scuole si uniscono ai ragazzi “difficili” per partecipare insieme ad un festival musicale, raggiungendo risultati sorprendenti.

La terza giornata sarà invece dedicata ai cortometraggi del Concorso Internazionale, che saranno presentati in prima serata, sabato 12 maggio, alle ore 20.45, presso il Cineteatro Junior di Sarnico. Tra i titoli “Exotique” di Soraya Milla, dove un’adolescente di origini africane, innamorata di un ragazzo della sua classe, sente di non poter però competere con le sue coetanee; “Il legionario” di Hleb Papou, in cui un ufficiale della polizia antisommossa italiana, nato da immigrati africani, scopre che la sua squadra deve liberare la casa occupata in cui vive la sua famiglia. Di amicizia parlano invece “Il tratto” di Alessandro Stevanon, dove un bambino solitario e introverso trova la chiave di volta nell’incontro con un vecchio artista senegalese e “La giraffa senza gamba” di Fausto Romano, in cui un vecchio burbero e misantropo si lascia intenerire dal regno a colori della piccola Fatima. Spazio anche alle risate con il dramma tutto da ridere “La macchia” di Luca Cusani e all’animazione con “La nostra storia” di Lorenzo Latrofa. A chiudere la selezione il corto di Michele Mellara e Alessandro Rossi “L’incontro”, la storia di Amin, adolescente di origine marocchina appassionato di boxe che deve competere per un importante titolo. Le proiezioni dei cortometraggi in concorso sarà seguita dalla premiazione dei miglior lavori della sezione.  Il programma partirà già dalle ore 11.00 con le proiezioni dei cortometraggi delle sezioni Scuola e Territorio, che saranno presentati presso l’Istutito Superiore Riva di Sarnico. A seguire, alle 16.00, presso il Festival Center allestito sul Lungolago, un momento sarà invece dedicato alla formazione con il workshop dal titolo “Rappresentare l’integrazione”, un laboratorio rivolto ai filmmaker e proposto della cooperativa Ruah, finalizzato ad approfondire, in particolare attraverso il confronto con gli “addetti ai lavori” nell’ambito dell’immigrazione e del cinema, che cos’è l’integrazione e come è possibile veicolarne gli aspetti più virtuosi.

Il workshop sarà soltanto uno dei numerosi eventi speciali, che partiranno già mercoledì 9 maggio, alle 20.45, presso l’oratorio di Sarnico, dove si terrà l’incontro con Francesca Ghirardelli, autrice del libro “Solo la luna ci ha visti passare”: Maxima, una ragazzina in fuga dalla Siria verso l’Europa, racconta l’incubo del viaggio in gommone attraverso il Mar Egeo.

Sabato 12 maggio si chiuderanno inoltre le iscrizioni al nuovo concorso fotografico Premio Ulisse Belometti, in memoria del fotografo sarnicense che per 50 anni è stato capace di documentare, a suon di scatti, i mutamenti di una società, in primis quella del lago, ora sempre più multiculturale, multi linguistica e multireligiosa.

Domenica 13 maggio, alle 20.45 presso il Cineteatro Junior di Sarnico sarà il film biografico “My Name is Adil” l’evento di chiusura della manifestazione. Il film, per la regia di Adil Azzab, Andrea Pellizzer e Magda Rezene, racconta la vera storia di Adil, un bambino che ha vissuto i primi 13 anni della sua vita nella più arretrata campagna marocchina, che decide di partire e di raggiungere il padre emigrato in Italia per lavorare e mantenere la famiglia. La proiezione sarà preceduta dalla premiazione del concorso fotografico dedicato a Ulisse Belometti.
 
Documenti
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